Rivoluzione Francese

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Il Direttorio e la Costituzione del 1795

Con l’uscita di scena di Robespierre la borghesia ebbe nuovamente un ruolo di guida e di direzione del movimento rivoluzionario, dando vita nell’agosto del 1795 ad una nuova costituzione, che per certi versi rappresentava un passo indietro verso la democrazia e le riforme di rinnovamento.

Finita la fase denominata del Terrore cd. rosso, inizia il Terrore bianco, periodo in cui i girondini, riottenuto almeno in parte il potere, meno violentemente di come era stato fatto nei mesi precedenti, sopraffanno i giacobini, togliendo loro (e al popolo, dunque) gran parte dei privilegi da poco ottenuti e ritornando alle vecchie consuetudini, al loro usuale tenore di vita.

La costituzione dell’anno III fu una delle più durevoli, venne apportata dalla nuova Convenzione e dal Direttorio, questo periodo si caratterizza per essere una sorta di parentesi del lungo cammino rivoluzionario, contrassegnato dalla corruzione dei funzionari statali e da una permanente illegalità costituzionale.

Il desiderio della bella vita e del lusso presero il sopravvento quasi a significare una sorta di liberazione da un periodo oscuro dominato dalla tragica virtù robespierrista.

La Convenzione di termidoro soppresse il tribunale rivoluzionario, limitò i poteri del comitato di salute pubblica e fece chiudere i club giacobini, riammettendo i girondini all’Assemblea. Tuttavia il termidoro fu seguito da violente ondate di Terrore bianco nel sud della Francia, mentre nella capitale le bande della Gioventù dorata, i giovani di buona famiglia prendevano a randellate sanculotti e giacobini.

L’aumento dei prezzi dei beni di consumo dovuto al crollo degli assegnati fece insorgere nuovamente il popolo parigini, il 20 maggio del 1795 una folla invase la Convenzione chiedendo la Costituzione dell’anno I, ma questa volta la rivolta viene soffocata, e con questo intervento il popolo di Parigi cessava di avere un ruolo di pressione e di forzatura nella scena politica.

Con la costituzione del 1795 il suffragio universale venne sostanzialmente abolito, elettori attivi erano coloro che risultavano detentori di una proprietà.

Vennero posti vari limiti alla libertà di stampa e di associazione, mentre il sistema parlamentare diveniva bicamerale rinnovabili ogni anno per un terzo e costituito da un Consiglio dei 500 che presentava e discuteva le leggi, e il Consiglio degli anziani, che doveva approvarle o respingerle.

Il potere esecutivo era affidato ad un Direttorio di 5 membri eletti dagli Anziani su una lista di 50 nomi presentata dal Consiglio dei 500.

Del Corpo legislativo, cinquecento deputati devono essere scelti tra gli ex convenzionali, ciò per scongiurare una maggioranza monarchica, con i pericoli che en conseguirebbero; la cosa strana è però che, nell’altro terzo “libero”, per così dire, netta è la prevalenza dei monarchici, segno che non tutti sono avversi all’ancièn regime.

Ai monarchici la nuova riforma non piace, ma il loro dissenso viene zittito a cannonate da Napoleone Bonaparte, che aveva già dimostrato di saperci fare con l’artiglieria durante l’assedio di Tolone.